ELEZIONI......CHE DISASTRO...
Ho terminato ieri sera, distrutto, il mio bel da fare come rappresentante di lista del partito democratico....Sono profondamente deluso dal risultato delle elezioni che, più che mai, oggi lanciano un importante messaggio di compattezza e riformismo a tutta la sinistra. Così è andata nella migliore delle ipotesi, mentre, dall'altra parte, le forti quote di astensionismo denunciano un'irrecuperabile delusione dell'elettorato, soprattutto delle forze appartenenti alla sinistra Arcobaleno. Diliberto si interroga ancora sulla forza comunicativa del simbolo arcobaleno, mentre, una seria e critica rilettura della storia politica più recente della sinistra e di quella sinistra, sarebbe stato certamente atto più gradito. E vero, lo ha detto buona parte della destra, la sinistra nel nostro paese è morta!!!. Ma io credo anche che le manovre moderate, accentratrici del pd veltroniano abbiamo contribuito a spazzare via quella sinistra, che, certamente, non è l'unica incarnazione del potere democratico e liberale nel nostro paese. Astensionismo, polverizzazione dell'elettorato....chia ha potuto si è rifugiato nella proprie convinzioni che, oggi più che in passato, si sono determinate con grande forza ed inamovibilità. Un voto di rifugio, di ritorno alle proprie idee tradizionali, quelle che rispolveri quando non vedi elementi per cui valga la pena cambiare, cambiarsi..Chi è fortemente legato alle idee catto-comuniste e moderate del Pd ha votato Veltroni, chi voleva astenersi (elettorato ideologizzato di sinistra) si è astenuto, chi voleva reagire alla presente situazione si è buttato in quel sostanzioso 4% dei cosiddetti altri (partito liberale, grillini, comuista dei lavoratori, ecc...). Chi ha votato sempre Udc si è accasato presso l'Udc (in parte penalizzato e risucchiato dal Pdl). Chi ha premiato non il partito,ma, la serietà (più o meno discutibile) di Fini, ha votato Pdl. Chi, con un velo di tristezza nel 2006, era così stanco del cavaliere da votare a sinistra, oggi è potuto, con un certo orgoglio, ritornare alla propria collocazione naturale,ovvero. Pdl. I voti del caro vecchio Mastella, aprendo una parentesi, se li sono spartiti in modo diciamo "squilibrato" Udc e Pdl, con un certo vantaggio per il primo (che riequilibra la fuoriuscita di voti verso Arcore). I "lumbard" che han sempre votato Lega per dare un forte segnale di cambiamento delle scelte politiche nazionali, oggi, anzi, ieri, hanno esattamente fatto questo. Lombardia e Veneto hanno dato fortissime percentuali al partito del Nord, attestandolo come terza forza partitica a livello naizonale. Con le stesse motivazioni possiamo spiegare, almeno credo, l'ottimo risultato (ovviamente al Sud) dell' Mpa di Lombardo che ha ottenuto, su base nazionale, risultato migliore, sia alla camera che al senato, della sinistra arcobaleno. Il risultato positivo di tutto questo scatafascio distruttivo per la sinistra è che, di fatto, il numero delle forze politiche presenti in parlamento è considerevolmente più basso che in passato ( Pdl, Lega Nord, Mpa, Udc, Pd, IDv). Se si entra nel merito, ci accorge, però, che lo squilibrio tra le rappresentanze è fortemente pendente a destra ( quattro su sei) e questo potrebbe condizionare, senza dubbio, l'andamento del voto in occasione dei maggiori momenti di riforme legislative (bonus bebe, problema dei rifiuti, federalismo fiscale, finanziamento delle missioni estere, riforma elettorale, giudiziaria, ammodernamento del mondo del lavoro precario, finanziamenti a ricerca ed università). E vero, le cosiddette fasi di "criticità" saranno ben poche; i lavori, lo si capisce dai risultati, si svolgeranno con una certa fluidità,ma, mi spaventa lo squilibrio di forze e possibilità di alleanze. Siamo nelle mani del cavaliere, toccherà a lui definire, nel bene del paese, un quadro di larga coalizione alla tedesca in modo tale da realizzare riforme strutturali (almenoi quelle) in armonia con tutto il panorama politico (da destra al centro, alla sinistra). La delusione è fortissima non tanto per la sconfitta quanto per i risultati relativi alle singole coalizioni. Il lavoro di comunicazione può essere uno dei motivi della sconfitta, certo,ma, la gente ha la memoria sempre più lunga di quanto si creda. Non ha dimenticato le scissioni, i colpi di mano del Pd nato in fretta e furia, la fine di partiti storici come i DS, il problema dei rifiuti, la crisi Mastella, le riforme fiscali "infelici" ma necessarie, l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità (lo aggiungo come sfortunata congiuntura internazionale, ovviamente!!), la crisi della piccola impresa, l'aumento vertiginoso del prezzo del petrolio, la stessa vittoria risicata (che non va assolutamente dimenticata!!!!) sono alcuni dei motivi che, sommati assieme, spiegano un voto che non è affatto di reazione,ma, in modo certamente più razionale e lucido, espressione di una voglia di riformare il paese, ricostruire l'identità di una sinistra molto debole e priva di idee giovani. Un voto di ancoraggio a valori tradizionali, di stretta sulle proprie idee secolarizzate (soprattutto a destra). A sinistra, l'ora della sveglia, prima o poi, doveva suonare. Oggi, è suonata.....
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