POLITICA E PIAZZA
Rimpiangendo Baudrillard e/o di non essere nato in un epoca di grandi movimenti ideologici (magari sarei potuto essere sessantottino!!) osservo con distacco e, a volte, con pieno disprezzo quello che la "discussione politica" quotidiana tematizza. IL distacco non è più graduale, viscido, sotterraneo come poteva essere fino a poco fa. La rapida successione del fenomeno neomediale di Grillo (che tra poco cercherà anche una conferma ufficiale da quello stesso mondo politico che attacca e che, dall'altra parte, cerca di oscurarlo!!), la crisi di un partituncolo come l'UDeur (scoperchiato ad hoc perchè era già tutto li da molto molto tempo, fidatevi di un campano!!), la debacle della sinistra campana, il problema dei rifiuti mi hanno quasi fatto sentire colpevole della crisi politica che ha condotto alla caduta del governo. Dall'altra parte, la triste verità è che la politica si è, per un nano secondo, vista indebolita, fiacca, incapace di conquistare voti, elettorato, consumatori di informazione orientata da una permanente attività di "speen". Lo speen è, in pratica, l'attività mediante la quale si cerca di far passare per informazione una vera e propria attività denigratoria nei confronti dell'avversario politico di turno o, piuttosto, della parte politica nemica. ESEMPI. Il gran malanno della sinistra (almeno prima della cura apparente del PD)è stato spingere sull'accelleratore dell'anti-berlusconismo, facendolo diventare parte integrante, se non addirittura vitale, di tribune politiche, faccia a faccia, e disegni programmatici....vero e proprio speen= distorsione, curvatura (a destra o sinistra) dell'informazione...L'agonizzazione della lotta politica di cui al post precedente, viene qui ridotta a narrativizzazione della lotta. Lotta finzionale, agonistica,ma, quasi da novella in versi. A volte anche belle, appassionanti,ma, certamente fuori dalla realtà....Non stiamo parlando di ideologia (marxista, nichilista, realista,utopista) politica che astrae dalla realtà, per esigenze contingenti, per poi ritornare al cuore di essa carica ed eclettica...Qui parliamo di politica che chiude l'agone alla vista del pubblico,m gestendolo con una presunzione di autosufficienza ed autodeterminazione, anticamera di colpi di Stato totalitari. L'informazione (almeno quella che si realizza attraverso TV e giornali) è schierata, lo si è capito fin troppo bene...Ma non da una parte politica piuttosto che...Dalla parte di una classe senza programmi, idee genuine, caso mai, affossata, ridimensionata dal proprio narcisismo, dalla smania di visibilità mai supportata dalle parole, dai cambiamenti. La tv è naturalmente propensa a dare una mano (e qualche ritocco di make up) all'apparenza delle forme senza sostanza (i politici). Sentir parlare di make up politico, marketing politico, gossippizzazione della politica mi fa venire voglia di allontanarmi da quella "realtà", prendere le distanze da un mondo che oramai cerca gia di distanziarti a sufficienza per sentirsi libero, autonomo e compiere malefatte convincendosi di dover rispondere unicamente a se stessi... Come il bambino lasciato solo dalla mamma, uscita per alcune commissioni. Da solo si sente libero, svincolato dal giudizio della mamma sulle proprie malefatte e/o sulle proprie azioni spontanee cui puo finalmente dare libero sfogo!!!! IL problema sopraggiunge quando torna la mamma e pretende delle spiegazioni che giustifichino quelle azioni nel modo piu oggettivo, inconfutabile....Quello e l'unico modo che il bambino ha per salvarsi....IL nostro ritorno, il ritorno di chi possiede la politica non è ancora avvenuto o è estremamente debole se paragonato all'uso personale che ne fanno quelli di Roma.....La forza delle nostre argomentazioni, della nostra vita piena di ansie, problemi e disagi devono tornare ad essere il sale delle discussioni tra uomini politici che, come si diceva molti anni fa, sono innanzitutto UOMINI DI STATO, al servizio di una collettività di cui sono momentanei rappresentanti... Gli U.S.A rappresentano un ricco bacino di esempi di popolazione che si arma per riprendersi la politica, nel tentativo di restituirla alla sua collocazione naturale:::la gente. Gruppi di detective (penso a Collective Detective), che soprattutto in periodi elettorali, si armano di buona volontà e di internet per scovare notizie sui candidati (magagne, contraddizioni) da diffondere in Rete. Contribuendo ad integrare e/o anteporre all'informazione tradizionale una contro-informazione oggettiva e disinteressata......Quando scoppiò il fenomeno dei mass killer (persone che sparano a cazzo di cane sulla folla) a Woshington D.C, gruppi di naviganti si unirono alla ricerca degli indizi necessari al fine di realizzare un identikit completo dell'assassino. Aiutandosi con la comunicazione in tempo reale ed orizzontale, le potenti tecnologie informatiche (banche dati virtuali), essi furono in grado di sostenere l'operato delle forse di polizia impegnate nel caso. Questo attegiamento collaborativo, fondato sul confronto deve diventare anche il nostro...bah....Tuttavia, credo che saremo costretti a sopportare ancora a lungo il ridondante bombardamento mediatico di tv e giornali prima di capire che il futuro è nella Rete....Per futuro non intendo crescita demografica, economica, futuro prospero per le giovani generazioni. Parlo di futuro strutturale (direbbe Marx), parlo della ridefinizione necessaria di concetti svuotati e dimenticati come POLITICA, CULTURA, SOCIETA'. LA tv non solo rende passivi,ma, inibisce alla (re) azione, i giornali si cullano ancora sul fatto di essere, mal che vada, sempre meglio di cio che la TV propone. E credono che questo regga ancora la loro "auctoritas",oggi, ai minimi storici...Passività, aggressività frustrata, repressa sono i grandi valori dei media tradizionali..Ma non ci basta, non è ancora abbastanza.....VIVIAMO DI PALIATIVI CHE, COME PILLOLE FINTAMENTE MIRACOLOSE, SERVONO SOLO A DIFFERIRE IL MOMENTO IN CUI DOVREMO FARE VERAMENTE I CONTI CON QUESTI PROBLEMI.....
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