Tra la fine di gennaio ed i primi giorni di febbraio un gruppo di miei amici, poco fieri abitanti di Melito (il mio paese d'origine) hannp realizzato un video dal titolo IO SONO MOLTO LEGGENDA, visualizzabile con una semplice ricerca su Youtube. Il video o, meglio sarebbe dire, il cortometraggio (dura poco più di sette minuti) ha avuto un successo inaspettato dai più,ma, in grado di ritrovarne le motivazioni nelle sue più profonde dinamiche di creazione, artistica e più prettamente tecnica. (So di parlare a persone che si presuppone abbiano già visto il video). Quel breve film rappresenta il perfetto esempio di convergenza mediale grassroots di cui ci parla un guru della comunicazione avanzata come Henry Jenkins (Convergence Culture). In sostanza, questo gruppo di ragazzi amanti del cinema e ,forse, un pò annoiati dal grande cinema "spara spara ed inseguimenti" di Hollywood, decide di far prevalere (almeno per sette minuti) le proprie istanze, i propri problemi, denunciando un profondo disagio, completamente agli antipodi con quel mondo patinato di starlette, lustrini e stutman che niente ha a che fare con la vita quotidiana. Tanto più se quella vita è triste, problematica, invasa da odori insopportabili e disastri ambientali sotto casa, dietro gli angoli delle nostre strade, della nostra città. Riappropriarsi della propria realtà attraverso la rielaborazione di contenuti neomediali e forme cinematografiche in stile "garage" è tutto il movimento naturale dei thejackall,ma, anche la loro arma vincente. E, come ovvio, la prima di una lunga serie di convergenze ed ibridazioni di forme contenuti vecchi e nuovi, conosciuti e sconosciuti.
Dal grande cinema al cinema di casa nostra in senso letterale. IL movimento che va, all'inizio, dal pubblico al privato, ritrova una nuova forma campanilistica, nostrana, per poi rientrare nelle dinamiche di fruizione "corporate" o top down con Youtube e le sue enormi possibilità di fruizione. A prima vista, inoltre, sembra di scorgere la classica "fan fiction" in cui l'appassionato di cinema americano o di W.Smith ne riprende ambientazioni, stili,dialoghi per ricreare qualcosa di nuovo in forme fai-da-te. Qui la consapevolezza di strumenti e punti di riferimento (il cinema americano, i dialoghi, i caratteri) ne consente un grandioso superamento verso se stessi, la propria vita fatta di umori e odori quotidiani, personali. Globale, locale, di nuovo globale a livello mediale in senso letterale. Globale, locale, autobiografico e di nuvo globale a livello di contenuti che rapidamente diventano I VISSUTI ESISTENZIALI, UNICI ED IRRIPETIBILI!!.
Il protagonista de IO SONO MOLTO LEGGENDA, alla fine, bacia quella che è la sua ragazza nella vita reale, di tutti i giorni. Ci si tuffa nel mondo del cinema,ma, se ne esce arricchiti, rinnovati di atmosfere e scelte stilistiche che la finzione offre alla realtà come luoghi di discussione, occasioni assolutamente reali di ridefinizione della realtà stessa. IL processo e continuo (top down,ma, anche bottom up!!!). IL consumatore ritrova se stesso e si scopre genio creativo che plasma quella realtà, la reinventa per scopi contingenti. Sfrutta non fruisce, rielabora e non digerisce.
Concludo con una citazione presa sa un testo che, in parallelo e dall'altra parte del mondo, mi parlava di cose di cui un gruppo di persone sensibili in un paese vicino Napoli erano e sono PIENAMENTE CONSAPEVOLI:
"(..)Benvenuti nella cultura convergente, dove vecchi e nuovi media collidono, dove i grandi media e i media grassoroots si incrociano, dove il potere dei produttori dei media e quello dei consumatori interagiscono in modi imprevedibili. La cultura convergente è il futuro, ma sta prendendo forma oggi. I cosumatori ne usciranno più potenti, ma soltanto se sapranno riconoscere e usare quel potere in veste di cosumatori e cittadini, come partecipanti attivi della NOSTRA cultura.(..)"
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