La mia tristezza diventa inarrestabile quando, d'improvviso, vedo un cenno di luce sulla crapa pelada di Corbucci. Non è il sole, ma, la bella e giovane presenza del neo candidato alla provincia di Pesaro per il PD. Un ragazzo molto in gamba, giustamente emozionato di fronte ai quadri locali del partito che, sfruttando il poco tempo a sua disposizione, è stato l'unico a ricostruire con grande onestà il quadro attuale della città universitaria e della piccola e media impresa devastata dalla crisi economica. Un bel personaggio in cui, a differenza degli altri, ho visto finalmente gli occhi della passione e della voglia autentica di recuperare la fiducia degli elettori storici del centro-sinistra, oggi, profondamente delusi ed affondati nella loro stessa delusione. Comunque, come sempre, me ne torno a casa e nel cuore, purtroppo, non mi si accende niente. Purtroppo...
IL LUNGO LETARGO RABBIOSO DELLA POLITICA
Torno a bomba fresco di arrabbiatura del primo pomeriggio. Per cause ancora tutte da chiarire mi ritrovo, verso le 15,30, in piazza, con un freddo d'altra (alta!!) stagione, in compagnia del mio fedele braccio destro di conversazioni acide ed irriverenti Dario, ad assistere ad un melodrammatico incontro tra il candidato alle europee David Sassoli, per la circoscrizione "centro", Neri Marcorè, il candidato sindaco uscente per il comune di Urbino Franco Corbucci, un tipo col collo ingessato che si presentava come lo storico presidente della provincia di Pesaro e Urbino, o meglio,di PUh per gli amanti delle targhe. Ebbene, tutti sorridenti. Strette di mano e conversazioni segrete al cellulare che ricordano un Berlusconi non molto lontano. Insomma, tutto si risolve dopo poco più di mezz'ora ed ho immediatamente l'impressione di non ricordare nulla di quell'incontro eppure così vicino nel tempo. Subito ne capisco il perchè: non si è detto un beneamato cazzo. Sassoli ha troneggiato con la sua bella invettiva preconfezionata contro Berlusconi, le vallette irriverenti e Veronica Lario, senza un minimo barlume di programma elettorale. Ha perso praticamente tutto il tempo a sua disposizione tra uno sputo in faccia alla destra ed una sotto specie di frase ricorrente tipo leitmotiv musicale messa lì, ogni due o tre frasi, a mò di parafulmine (o parascandalo, cognome diffuso dalle mie): "no è che mi ritrovo da poco in un ambiente del tutto nuovo per me dal momento che la mia campagna elettorale è partita circa dieci giorni fa...(citazione non testuale)". Che tristezza. Ma il campione assoluto di depressione a ostacoli è stato il sindaco uscente (i più lo danno travolto dalla valanga di voti anti-PD) che ha tenuto una colossale filippica sulla necessità di tener saldo il rapporto tra istituzioni e comunità locale. Fanno eccezione alle sue parole due, piccole, cose: 1)in tutto il discorso non ha mai fatto riferimento ne agli studenti ne alla necessità di rinfrescare l'immagine dell'Università nel mondo; 2) è stato proprio lui al centro della contestazione recente da parte dei commercianti a causa delle famose ordinanze comunali anti-giovedi universitario ( poi osa venire in piazza a parlare della necessità di "fare sistema" quando a lui piacerebbe fare sistema solo tra sè ed i suoi elettori ottusi)....Per favore. Ci mancava l'insegna sotto le bottigliette d'acqua: "FIERA DELLE BAGGIANATE".
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
Non c'è niente da fare. Sempre le stesse persone come il caro sindaco, o i personaggi improvvisati. Io nel Pd ci ho creduto all'inizio con Veltroni. Poi basta. Sono sempre più convinto che occorra entrare in politica direttamente. Forse. O forse siamo alla frutta e basta.
matteo finco
Posta un commento