REPORT SU STUDIO COMPARATO SULL'E-CARE

e-Health 2.0: più le opportunità o i rischi?
Alcuni giorni fa mentre raccontavo l'esperienza di ricerca internazionale dell'osservatorio e-care a Mario, un un mio studente della laurea specialistica in Editoria e Giornalismo, è emersa una interessante discussione sui rischi e le opportunità dell'unione fra Web 2.0 e sanità. Ho chiesto a questo mio studente di riassumere quanto ci eravamo detti per condividerlo con voi ed allargare la discussione.
***Il ricorso a piattaforme comunicative web 2.0 nella gestione di sistemi complessi come la politica, l’economia ha condotto alla consapevolezza della naturale capacità della Rete di sopperire alle carenze presenti nell’intelaiatura di tali sistemi. Partendo da un simile assunto, si è deciso che l’ipotesi di partenza della ricerca sulle nuove prospettive comunicative dei sistemi socio/sanitari avrebbe riguardato la volontà di verificare l’esistenza di reti tecno/sociali in grado di connettere il mondo vitale del cittadino/utente/paziente col suddetto sistema.
La ricerca internazionale è stata, sin dall’inizio, tesa al reperimento di nuovi ambienti virtuali d’interazione capaci di ridefinire in modo funzionale ed economicamente vantaggioso il tradizionale rapporto medico/paziente. Domiciliarità e personalizzazione di servizi sono stati i due imperativi che hanno orientato lo studio comparato tra sistemi sanitari d’eccellenza, europei ed internazionali.Nel corso della ricerca sono stati selezionati 30 progetti rappresentativi di Stati Uniti, UK, Germania ed India, definibili come realtà innovative sotto il profilo dell’adozione di reti tecno/sociali all’avanguardia.
Le applicazioni socio/sanitarie web 2.0 individuate sono raggruppabili in tre grandi categorie: i sistemi OnLine Health Record, i sistemi per la fornitura di servizi medici online ed i social network tematici. Gli OnLine Health Record sono, in sostanza, dei sistemi informatici che consentono la creazione e la gestione della propria cartella clinica, on-line e in real time. L’HealthVault di Microsoft, ad esempio, permette l’update costante dei dati sullo stato di salute del paziente attraverso una serie di device portatili che monitorano la situazione del soggetto, inviando tutti i dati alla corrispettiva cartella clinica in rete.
All’estrema flessibilità ed accessibilità delle informazioni cumulate si associa, inoltre, una consistente riduzione dei costi per le strutture mediche che, impiegando un budget modesto, riusciranno ad ottenere un archivio dati costantemente aggiornato ed una mole di feedback relativi alla livello di soddisfazione percepito in relazione alla qualità dell’assistenza ricevuta piuttosto che all‘appropriatezza della cura in relazione alla patologia diagnosticata.
La logica dello spazio dinamico e collaborativo, tipica dei social network, sta penetrando, dunque, anche il sistema sanitario, rivoluzionandone linguaggio e dimensioni. Uno degli effetti più evidenti di questa virtualizzazione in divenire è, senza dubbio, la crescita esponenziale di possibili rapporti comunicativi dall’alto coefficiente conoscitivo: tra medico e paziente, tra medici, tra pazienti in generale così come tra coloro che sono affetti dallo stesso problema. Sfruttando il potenziale interattivo web 2.0, sembra tutt’altro che irrealistico trasporre logiche di funzionamento oggettivate in piattaforme note ai più come MySpace o Ebay all’interno del sistema/mercato/open-space sociosanitario. E’ il caso di Carol.com, un sistema che, attraverso una ricerca comparata per parole-chiave, categorie o giudizi relativi all’efficienza delle strutture sanitarie, consente di scegliere in piena autonomia l’esame clinico più adatto alle proprie esigenze.
Così come avvenuto per molte delle applicazioni Web 2.0, anche in questo caso, proprietà come la piena apertura alle logiche di libero mercato e la trasparenza delle informazioni prodotte attraverso forme alternative di auto-organizzazione possono nascondere non poche insidie per utenti ed istituzioni. Basti pensare, ad esempio, all’auctoritas medico-scientifica dei pazienti in ragione di una discutibile autonomia nel caricare dati inerenti la loro stessa condizione di salute o, piuttosto, agli ostacoli legati alla legislazione che disciplina la privacy così come l’uso e la pubblicazione dei “dati sensibili”.
Spontaneo, a questo punto, un interrogativo: alla luce dei recenti mutamenti che ne stanno investendo le fondamenta, sarà il sistema sanitario capace di aprirsi alle reti sociali strutturate dal basso, ascoltandone i battiti e traendone i giusti spunti riflessione o resterà, al contrario, auto-referenziale, legato al proprio passato e solo superficialmente interessato a queste dinamiche socio-comunicative?
Mario Orefice***
1) La cartella sanitaria online e bottom-up è solo una chimera o potrà diventare realtà?2) C'è un rischio privacy legato al fatto che i dati sanitari di milioni di utenti risiederanno sui server di corporation come Microsoft e Google?3) Risucirà il sistema sanitario ad ascoltare le conversazioni in rete degli utenti per migliorare i servizi offerti?
Discutiamone insieme :)

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