Facebook, FriendFeed, la cinghialata, le relazioni..ci pensavo un pò...
E’ davvero interessante il modo in cui, proprio attraverso un social network, sia possibile incontrare persone con cui riesci a condividere una visione delle cose che, fino a poco prima, ritenevi fosse tua e di pochi altri. Una ironia ed un modo di affrontare ed interpretare la realtà. Insomma, un livello di condivisione del mondo assolutamente inaspettato. E’ un po’ come una eugenetica delle relazioni sociali. Sviluppi una personalità, cresci, riesci ad implementare un modo (che ritieni personalissimo) di osservare la realtà che ti circonda. E, alla fine, affidandoti ad un social network, riesci a filtrare conversazioni (ed esseri umani) fino ad incontrare proprio quelle persone, che da tutta un’altra parte, hanno sviluppato un percorso parallelo al tuo. Giungendo, come se non bastasse alle tue conclusioni. E lo scopri da subito, nelle piccole battute come nelle conversazioni serie ed apparentemente impegnate. E non puoi che rimanerne sorpreso. Tra in contento, il confuso ed il rattristato se mi fermo a pensare a come la casualità degli incontri venga un po’ messa da parte proprio a vantaggio di una sempre maggiore possibilità (ed apparente libertà) di selezionare la conoscenza, di prevedere la relazione. Non so ancora esprimere un giudizio netto sul potere (malefico o venefico) dei social network in questo senso. Ma, d’altra parte, so per certo che riuscire ad approfittare di un mezzo per aumentare le proprie potenzialità relazionali attraverso la condivisione e la conversazione attorno alle cose del mondo (dal cinghiale al Varnelli alla disoccupazione giovanile in Italia…) costituisce un’indiscussa fonte di crescita. Per l’uomo, per la società e ci metto anche per la qualità delle relazioni umane. A patto che, in tutto ciò, prevalgano ragione, capacità di uso (e giudizio) e buon senso. Perché, per quanto potere possa e potrà mai avere l’interazione mediata da computer, le dinamiche relazionali on line inseguono perennemente quelle off line nel tentativo di includerle (e non solo di imitarle….siamo andati avanti!!). Per cui problemi personali e/o distorsioni caratteriali (anche nelle forme più ortodosse e patologiche) ci sono e ci saranno sempre. In questo senso, è ovvio che gli SNS non sono né un medicinale né, tanto meno oggi, un nascondiglio per sociopatici ed instancabili sostenitori delle nobili virtù della Rete. Se Rete e Realtà smetteranno di essere contrapposte e giungeranno ad identificarsi, sarà comunque nella realtà (a quel punto complessa, ma ad ogni modo, strutturata a partire ed attorno (d)alla nostra personalità/fisicità) che dovremo continuare a cercare noi stessi, le soluzioni ai nostri problemi, le fonti per la soddisfazione dei nostri desideri. Personali, relazionali.
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