Suggestioni parigine.......
Quest'indagine dell'ISTAT mi ha riportato indietro con la memoria. A quando avevo ancora fede....
(Il dato cui faccio riferimento è riportato nel post precedente).
Rapporto ISTAT sulla partecipazione politica degli italiani: qualche spunto di riflessione...
1) Le donne, in linea di massima, fanno registrare un notevole incremento sia nel momento dell'ascolto che in quello della raccolta di informazioni di natura politica (lettura di quotidiani, visione di programmi a sfondo politico), sia per quanto riguarda la partecipazione attiva a cortei, comizi, partiti ed organizzazioni. Nel rapporto tale aumento è presentato sotto forma di progressione storica (dal 1999 al 2009) e, rapportato all’incremento relativo all’interesse da parte degli uomini, fa emergere ancora di più il rapido progresso delle donne. Nella categoria di genere, tuttavia, si mantengono quasi inalterate le differenze strutturate a partire dalle variabili più strutturali, storiche e tipiche della nostra popolazione. Questo significa che, nonostante questa notevole progressione, le donne laureate e diplomate si informano di più di quelle che possiedono la licenza media e/o elementare. Le donne del nord-est più di quelle calabresi o pugliesi. Le imprenditrici e le libere professioniste molto di più delle massaie e/o delle lavoratrici dipendenti. Tali differenze connotano, allo stesso modo, anche la variabilità di interesse e partecipazione attiva interni alla categoria degli uomini.
2) Nota piuttosto dolente: i giovani fino a 24 anni, sia maschi che femmine, manifestano un livello di partecipazione alla vita politica (ascolto, raccolta di notizie, partecipazione a dibattiti) nazionale estremamente basso. Un terzo circa dei giovani intervistati, inoltre, motiva quest’allontanamento con una sfiducia cronica nella politica così come nelle istituzioni e/o un disinteresse latente verso tutto ciò che sia ricollegabile alla politica nostrana. Si abbassa anche la densità della cosiddetta “partecipazione visibile” (organizzazione di comizi, cortei, attivismo politico ecc..).
3) Altra nota dolente: tra le maggiori fonti d’informazione primeggia, senza concorrenti, la cara vecchia televisione. Le altre due fonti indicate con la percentuale relativa più alta sono la radio ed i quotidiani. Seguono le cosiddette agenzie di socializzazione (famiglia, parenti, amici, colleghi). Anche qui ritorna una matematica divisione del paese in due. Le donne preferiscono tv e settimanali. Gli uomini tv e quotidiani rigorosamente stampati. Gli abitanti del nord si appellano ad una media di 2-3 fonti differenti. Coloro che vivono al Sud utilizzano in modo particolare la televisione ed, in alcune regioni, la cerchia di amici e parenti viene indicata come la seconda fonte di informazione, a pari merito con i quotidiani. Ad ogni modo, il dato che emerge lampante è che gli italiani s’informano e/o parlano molto di politica (e vanno evidentemente anche a caccia di notizie pseudo-politiche e di vorticose discussioni meta-politiche, a giudicare le fonti d’informazione privilegiate!), ma, la praticano sempre di meno. I giovani, d’altra parte, non lasciano ben sperare per quanto riguarda il futuro prossimo della politica attiva, partecipata.
4) Nota. Nella lettura del rapporto manca totalmente qualsiasi riferimento ad internet e/o alla fruizione d’informazioni (anche di natura politica) attraverso dispostivi mobili. Tra l’altro in un paese (l’Italia!) che, a dispetto di problemi strutturali nella fornitura di connessione su tutto il territorio nazionale, può vantare una percentuale di dispositivi mobili per persona pari a circa 1,2 (cioè, una media di quasi due cellulari per abitante!). A questo punto, dunque, mi domando: quanto il riferimento alla Rete e/o alle piattaforme per la produzione/fruizione di contenuti potrebbe modificare (in positivo) il dato relativo alla partecipazione politica (specie per quanto riguarda i giovani fino ai 24 anni di cui sopra) ?, perché l’ISTAT non ha affatto tenuto conto dello spostamento di una parte dell’opinione pubblica sulla Rete e/o di una generazione di “nativi digitali” che sfruttano i social networks anche, ad esempio, come fonte per l’acquisizione in via informale di notizie ed informazioni?.....
Credo sia il momento giusto per soffermarsi a riflettere ed analizzare in profondità anche queste Realtà…Non stiamo parlando più tanto di alternative quanto di nuove frontiere della comunicazione. Una comunicazione che, tra l’altro, produce già conseguenze reali ed effetti ben visibili.
Pensavo alla festa della donna (parte seconda).....
Pensavo alla festa della donna (parte prima).....
"Dialettica dell'Illuminismo": intuizioni sparse....
L'informazione diventa digitale, personalizzata, partecipata e mobile. Il rapporto del "Pew Internet" c'illumina sui trend americani..
Cyber middle-class or not cyber middle-class?. This is the question……
Pensieri e un'immagine: connessione probabile.....
Mi sono ritrovato a parlare d'ammmore....
Urbino città(senza)campus.....
Oggi pensavo......ad oggi!
Esistono persone che impostano la propria vita sulla capacità di farsi scivolare le cose di dosso. Anche le più brutte. Persone orientate al fine, che non badano al mezzo. Della serie “costi quel che costi..”. Esistono, poi, altre persone che campano su rendite di posizione, cullandosi in parte su quello che si è fatto in tempi ormai lontani, in parte, su tutti quelli che nel tempo si è riusciti a “conquistare”. Il Re che guadagna pedine degli scacchi, rivendicando il proprio potere, oggettivandolo nelle cose che possiede. Nell’accondiscendenza delle persone che sottomette. E la cosa, forse, più brutta di tutto sto meccanismo è che è proprio un cane che si morde la coda. Non se ne esce. Un Narciso che si specchia nel fiume e non riesce a distogliere lo sguardo dalle sue sembianze. Troppo bello, troppo affascinante, troppo seducente per potersene distaccare. E allora?. Allora tutto scorre, si riproduce. L’autopoiesi di un potere che chiama altro Potere. E quando credi che la tua vita sia, anche quella, una riproduzione di meccaniche più o meno note in cui, a cambiare, sono le persone e/o l’ambiente, il teatro del loro svolgimento t’accorgi che non hai ancora visto tutto. E che, forse, non hai ancora subito tutto quello che la vita ha in serbo per te. Non voglio fare il romantico e nemmeno il nostalgico dei bei tempi andati. Magari ce ne sono in programma di molto migliori. Per ora, prendo solo atto del potere di determinate cose, persone, situazioni di indebolire convinzioni, energie, desideri. Un po’ come l’aspirante ricercatore che, dopo tanti tentativi andati male e perennemente stressato dalle logiche dell’ambiente, decide di scambiare la sua dignità o, peggio, la sua libertà per ottenere finanziamenti o magari il proprio nome in calce ad un progetto di ricerca. E chi ci troviamo dall’altra parte, al centro esatto dell’ambiente?...Il Potere, di nuovo. Non c’è niente da fare, mi dicono, se vuoi libertà devi guadagnartela. Se aspiri a realizzarti devi acquisire furbizia ed anche un pizzico di superficialità. Questi gli ingredienti per superare con astuzia le difficoltà della vita, della professione. Sono nato e cresciuto in posti, tra persone che mi hanno sempre riempito la testa dicendomi che le cose sarebbero rimaste così, per sempre, che nulla sarebbe servito a cambiarle. E, proprio per questo, sono cresciuto con un inveterato odiato verso l’accettazione acritica degli status quo, verso ogni forma d’inerzia intellettuale. Ci metto poco a capire le logiche del potere (sono cresciuto nel mezzo di un coacervo indistinto di poteri!), ma, ci metto tanto (forse troppo) ad adattarmi alle necessità di un potere. Specie di quello che campa di rendita. Qualcuno capirà quello che sto scrivendo, qualcun altro si limiterà ad usare queste parole per rileggere esperienze personali, la propria quotidianità magari. Quella quotidianità in cui forse troppe persone sono talmente affondate da non riuscire più a distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che non lo è. L’obiettività non esiste, ci mancherebbe. Ma in nostro soccorso subentra immediatamente (almeno dovrebbe) il buon senso, il rispetto, la comprensione. Magari sono proprio io a non conoscere il significato reale di queste parole, a non applicare la sostanza di ciò che rappresentano. Se fino ad ora non l’ho fatto, me ne scuso. Mi scuso con tutti coloro a cui ho reso triste la vita o anche solo una giornata. Ma solo oggi mi rendo conto di cosa tutto questo significa. Tuttavia, non sono così ingenuo da credere davvero che ci sia un meccanismo virtuoso per cui, visto che chiedo scusa e faccio ammenda, allora devo aspettarmi che gli altri lo facciano con me. E magari che il mondo diventi un posto migliore perché ho iniziato proprio io a dargli una ripulita. Macchè. Il mondo è tutta un'altra storia. Altro che schiavi ed ombre nella caverna. A volte, mi spaventa l’idea che sia tutto molto peggio. Chiedo scusa anche di tutto sto pessimismo cosmico, alla lunga annoia. Immagino. Ma mi gira così. Proprio così…Spero sempre che un possibile altrimenti mi risollevi. Sperare troppo, però, fa male al cervello. Anche questo l’ho imparato oggi.
Eyesofthefuture mi provoca. Io rispondo.
MODERNITY 2.0: ATTO PRIMO.....
fonte: "http://www.uniurb.it"
Elezione del Rettore dell’Università.
RISULTATI ELETTORALI
Candidato voti pesati percentuale
Mauro Magnani 296,30 = 35,23%
Stefano Pivato 534,74 = 63,58%
Schede bianche
Bianche 6,35 0,76%
Schede Nulle 3,61 0,43%
Totale voti espressi 841,00 100,00%
Maggioranza assoluta 421
Risulta eletto il Prof. Stefano Pivato
